Ho lasciato il mio studio per cenare che impaginavo la tesina, quindi sono tornato al lavoro, verso le 2 ho mandato il file in stampa e ho svegliato mio padre perché avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse a tenere stretti i fogli mentre li infilavo in quella fastidiosa stecchetta rossa di plastica (o forse cercavo qualcuno che mi tenesse compagnia?). Alle 2:30 sono andato a dormire.
Niente di particolare, niente stronzate, niente piagnistei.
Nato da una mamma appassionata di Antonello Venditti, cresciuto con "Compagno Di Scuola", "Sotto Il Segno Dei Pesci", "Ci Vorrebbe Un Amico" e "Sara"; che ha conosciuto Berlinguer da "Dolce Enrico" nel 1997 in una Genova - Padova - Roma, un viaggio infinito in un'autostrada deserta ai confini del mare, come quella di "Alta Marea", suonata da una cassetta rovinata proprio prima di far partire "Notte Prima Degli Esami".
E ogni volta che passano gli anni e sei ancora un moccioso ti chiedi cosa sarà mai la notte prima degli esami; e ogni volta che passano gli anni e riascolti quella canzone ti chiedi se veramente quel brano farà parte di quegli istanti che ognuno di noi considera gli ultimi della propria adolescenza. E ogni volta che passano gli anni e diventi più grande ti chiedi come sarà trovarsi in un corridoio a scrivere frasi prive di senso, non dover imprecare per essersi dimenticati anche l'ultima volta il foglio protocollo, che in cinque anni non hai mai portato neanche una volta, perché stavolta te lo daranno. Ti chiedi se sarà Pascoli o Montale, Ungaretti o Quasimodo, Leopardi o Dante. E quando sei a un passo dal cominciare è quasi come fare l'amore per la prima volta: l'hai immaginato, ti sei chiesto come sarebbe stato, se sarebbe andata bene, male, come l'avresti raccontato agli amici, chi sarebbe stata lei, e quando è giunto il momento ti dimentichi tutto, di tutti e di tutto.
Ma arrivato a diciannove anni hai la risposta a quella domanda, e non accetti il fatto che la canzone che per te è molto più di una puttana di tutti per una notte, sia abbinata indelebilmente ad un momento così bello.
Ma qualcuna dovrà pur esserci, e se non la scegli tu sarà le a scegliere te.
Mi ha scelto lei. Ho solo acceso la radio. E' entrata e non è uscita più. Ha segnato quei tre giorni prima del tema di italiano e la notte prima degli esami.
Come una ragazza: la vedi, entra nella tua testa e non esce.
E dopo un anno hai una scatola di ricordi di ogni tipo: da Dario Fo a Sabina Guzzanti, da Pirandello a Pavese, da Heidegger a Gadamer. Dalle feste alle notti passate a scrivere.
Né più né meno come ora.
Già: scrivere. E' forse il regalo più bello che la maturità mi abbia fatto: aver rafforzato la mia passione per lo scrivere. L'amico che viene a sentire il tuo orale nonostante si inizi alle otto del mattino e faccia già un caldo boia il ricordo più bello. Il tuo professore, che interroga le ultime persone della propria carriera, ridere davanti al
filmato di Homer Simpson che hai portato, l'immagine più bella. Vedere il tuo lavoro apprezzato ma non valorizzato la
lezione di vita più dura.
Buona fortuna a tutti! :)